Le nostre Aziende


Friuli Venezia Giulia

 Piera Martellozzo

 

Certe imprese cominciano come il volo di un gabbiano che decide a un certo punto di sfidare i venti.

Boston e San Francisco, a cinquemila chilometri di distanza, sono diverse ma non come, parafrasando il grande Mario Soldati, a 50 kilometri il Veneto e il Friuli.
A pensarci bene un filo rosso sembra legare queste due regioni. Quel filo rosso ora lo tiene con grazia Piera Martellozzo.

La sua impresa nel vino  comincia a 29 anni, come scrisse Scott Fitzgerald in "Tenera è la Notte", a 29 anni, una donna: ..." sceglie saggiamente i suoi "apéritifs" o, sazia, gusta il caviale delle sue possibilità". Una sera, una di quelle decisive, il padre le disse: "Tu sei Piera e a te affido le chiavi" passaggio vertiginoso, un volo verticale come le bollicine dorate che salgono sulla superficie di un bicchiere, fluido divino che ha viaggiato nel buio prima di venire alla luce.

Ma la storia inizia molto prima, all'alba del XX secolo: 1899.Il luogo: Padova. Lì il nonno Giovanni Martellozzo avvia una produzione vitivinicola. Siamo nel cuore del territorio che fu Repubblica Veneta, culla di civilizzazione e arte sublime.

Qui le architetture del Palladio sembrano allungarsi verso il cielo e le fluide armonie della sua arte hanno messo radici nella realtà e nell'immaginario, qui il  Canova ha creato confini scultorei, segni sul marmo fluttuanti nello spazio.I vini di Piera toccano tre regioni, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e il Trentino Alto Adige. Una tavolozza enologica del Triveneto che ha saputo affermarsi sui mercati nazionali e internazionali.

Piera si è comportata con il vino, come una scultrice della pietra, cercando un segno distintivo, personale, originale. Con le chiavi, nel tempo, Piera ha aperto diverse porte.
Nel 1998 ha aperto la porta del biologico, è stata la prima in Italia a crederci. Ha viaggiato con impegno, essendole riconosciuto l'onore di Cavaliere della Repubblica,  alla ricerca del nuovo e lo ha fatto rivalutando i vitigni autoctoni come il Raboso, l'indigeno della terra del Piave. Al cospetto degli autoctoni Prosecco, Ribolla Gialla, Müller-Thurgau, ha cercato nuove elaborazioni spumantistiche.Ha cercato un'elegante espressione del terroir nella cura di vitigni come il Merlot, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon, il Pinot Noir.

Passando dal Refosco dal Peduncolo Rosso al Traminer, dalla radice al volo.Ha viaggiato così lontano fino a Hong Kong, dove apre una sede nel 2014. Il vino parla la lingua degli uomini, dono divino capace di connettere la terra e il cielo. Linea di confine, ponte di incontro, luogo della festa.

I vini di Piera si nutrono delle pietre del Piave e le note minerali fluttuano leggere nelle preziose bollicine. I Vini di Piera sono apprezzati in Europa, in America e perfino nel Far East per la fine eleganza, il piacevole equilibrio, la freschezza varietale, i profumi eterei.

 

Anche la pietra vola e ce lo ha insegnato Canova, Veneto di origini. Con questo spirito, PIERA continua il suo viaggio ricercando la leggerezza e il piacere del bere.

 La nostra azienda nasce nel 2001 a Preganziol (TV) nel cuore della DOC PIAVE e del Prosecco DOC Treviso.

La storia che vi vogliamo raccontare è fatta di passione, di sudore, di fantasia, di speranze, di attese, di valori antichi che si mescolano e si armonizzano, proprio come nel vino, in un equilibrio magico diventato realtà.

Ma soprattutto è fatta di uomini che con amore e tenacia hanno dato vita ad un’idea magnifica: noi, Nicola e Marco Barollo, il papà Alfredo ma anche Mario e Riccardo (Questo magnifico viaggio, lo facciamo insieme a due grandi enologi: Mario Barbieri per la sua profonda conoscenza delle terre del Piave e delle sue uve e Riccardo Cotarella per l’immensa professionalità in materia di vino, riconosciuta e celebrata a livello nazionale ed internazionale.

Mauro (l’agronomo un esperto conoscitore della terra, agronomi di professione: Mauro Nosi, di estrazione toscana, esperto nelle migliori tecniche viticole internazionali.), Luciano, Andrea ed Elena.

Solo nel 2001 inizia la nostra avventura. Un anno di intense fatiche, di investimenti e di scelte coraggiose, sapientemente dirette dalla profonda e lunga esperienza di nostro padre nel mondo del vino.

2002. La prima vendemmia, come un bambino che cresce e matura, lo abbiamo aspettato con l’entusiasmo di sempre. E n’è valsa la pena.

Treviso. In questo angolo di Veneto, fatto di gente vera e sincera, abbiamo piantato i nostri sogni per vederli crescere. L’aria, la terra, il sole sono gli ingredienti principali, che usiamo per coltivare le nostre vigne e produrre i nostri vini. Enologia: tradizione di un’arte, sapientemente unita con le più moderne tecniche produttive, usando solo quelle conoscenze tecnologiche, che come in un’armonia sinfonica, si amalgamano e si innestano in un perfetto equilibrio di piaceri, di sapori e di valori, tipicamente italiani. Tipicamente Barollo.

Barollo è un’azienda giovane, ma soprattutto è l’incredibile passione per il vino di due fratelli che hanno saputo unire le migliori professionalità italiane intorno ad un progetto: promuovere la nuova enologia italiana. Barollo è un equilibrio, è un’alchimia magica, che ogni anno si rinnova e si migliora. Barollo è creatività e fantasia sapientemente bilanciata dal rigore e dalla profonda conoscenza del vino. Barollo è ardire per stupire: mai scontato e mai banale, il nostro vino ci emoziona sempre e parla di noi.

La scelta e la progettazione di ogni vigneto passa attraverso una ricerca metodica.

La sua gestione è armoniosa e competente.

Il lavoro in vigna è duro e faticoso, che ci costa sudore, ma ha l’unico obiettivo di ottenere una perfetta maturazione dei grappoli per portarli in cantina così come li avevamo desiderati.

Un lavoro di squadra. Una storia di stima e di rispetto tra un gruppo di persone, ma soprattutto di grandi professionisti, con i quali condividiamo la stessa passione e gli stessi sogni: il vino Barollo.

Barollo nasce in una terra speciale a metà strada tra le montagne ed il mare. Una terra che già i romani coltivavano a vite tramandandoci una lunga tradizione enologica. Questa locazione geografica irripetibile che dista solo 25 km dal mare adriatico e 30 km dalle dolomiti orientali, consente una perfetta areazione grazie ai venti di ponente sempre freschi ed equilibrati. La terra è di conformazione agronomica eccellente per i grandi vini bianchi e per i rossi.

L’ambiente è la nostra risorsa principale. Per questo ci preoccupiamo di vivere e lavorare in un ambiente sano e naturale e di promuovere una viticoltura sostenibile. L’obiettivo è quello di ridurre costantemente l’ecological footprint e le emissioni di CO2 e coinvolgendo tutti i nostri partner verso lo stesso obiettivo.

 

Lombardia

BENVENUTI A PRIME ALTURE

Prime Alture, sorge sulla prima fascia collinare di Casteggio, in un’area da sempre vocata alla vitivinicoltura. Questa terra generosa, è percorsa dal 45° parallelo, “il parallelo del vino”, perché attraversa territori di riconosciuta qualità come il vicino Piemonte, il Bordeaux, l’Oregon e la regione Caucasica da dove nacque e si diffuse la vite.

Convinti che la composizione del suolo influenzi il contenuto dell’uva che vi cresce e nutriti da una forte passione, abbiamo creato centopercento Pinot Nero, Il Merlot L’altra metà del cuore, Il Bianco e Il Rosso, dulcis in fundo Blanc de Noir: Io per Te,  il nostro metodo classico che impreziosisce l’esclusiva produzione Prime Alture. Circondata da colline e vigneti ecco che sorge un’affascinante struttura pronta ad offrirvi 6 suite di charme per un soggiorno raffinato ed indimenticabile. La semplicità degli ambienti ricercata in un insieme di stili che trasmettono calore e armonia…

 Degustazioni di vini ed alimenti di qualità, il fienile panoramico dedicato alla ristorazione e agli eventi, il bosco per una percezione intima della natura, sono per noi il fondamento della nostra attività quotidiana.

 

 

1.     La Cantina e la nostra storia

 

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Questa storia inizia nel 2006, quando Elisabetta Abrami, dopo diversi anni nell’industria, decide di dare un cambio netto alla sua vita. Elisabetta voleva creare qualocsa che potesse lasciare uns egno e un impatto nella terra dove era nata: la Franciacorta. Partendo dal nulla, inizialmente solo pochi ettari erano stati acquistati e la cantina era ancora un sogno in attesa di diventare realta’. Dopo pochi anni, i primi frutti sono sbocciati, con la produzione delle prime 5000 bottiglie nelle tre varieta’: Franciacorta Brut, Rosé, Satén.

Il sogno continua negli anni, sulla strada del Pinot Nero.Quando stava per nascere il primo Franciacorta DOCG Extra Brut Millesimato Blanc de Noir, allo stesso tempo il nostro Franciacorta DOCG Rosé riceveva la Golden Star dal Touring Club Italiano.

Non solo passione per il Pinot Nero, che  ricopre 10 dei 15 ettari vitati, ma anche per la natura. E’ proprio nel piantare gli ulivi accanto alla vigna, che Elisabetta s’invento’ di convertire la viticoltura e la vinificazione secondo il regime biologico.

Oggi la nostra cantina conta piu’ di 10 Franciacorta: la magia dell’affinamento, dei lieviti e della combinazione del Pinot nero con lo Chardonnay.

 

2, Il nostro Terroir: Franciacorta

 

Abrami Elisabetta usa le uve coltivate nei suoi vigneti di proprietà, che si trovano esclusivamente in Franciacorta, nei comuni di Paderno, Passirano e Provaglio d'Iseo. E 'qui che le nostre uve Chardonnay e Pinot Nero crescono e maturano. La storia del Franciacorta dura da secoli: una sola parola che definisce il territorio, il metodo di produzione e del vino stesso. I confini geografici presenti, compresi all'interno di Bergamo e Brescia, corrispondono a quelli della contea di eta’ viscontea, delineati dalla Repubblica Serenissima (Venezia) nel XV secolo. Nel XVI secolo, questa zona era già nota per i suoi vigneti, che beneficiano del clima mite, specifico del lago d'Iseo. Il termine Franciacorta ricorda le corti Franche e, dopo l'arrivo dei monaci Cluniacenses, il territorio godeva del libero scambio (francae curtae). Oggi la Franciacorta è patrimonio culturale e naturale, ricco di fascino e attrattiva. Un territorio da scoprire, da assaporare e da respirare.

 

3. I nostri Franciacorta e il metodo - Biologico

 

 

Franciacorta è stato il primo spumante italiano prodotto esclusivamente con il metodo classico . Ciò significa che una prima fermentazione avviene in vasche d'acciaio, mentre la seconda , con l'aggiunta di lieviti selezionati , in bottiglia . Dopo questa fase di affinamento , le bottiglie vengono sboccate e viene aggiunto il liqueur d'expedition ( sciroppo di vino e zucchero ) .


Veneto

ZÝMĒ

Il nome Zýmē proviene dal greco e significa “lievito”, elemento fondamentale nel mondo dell’enologia, ma anche elemento simbolico che richiama la naturalità, valore basilare nel percorso lavorativo ed esistenziale di Celestino Gaspari e il fermento, inteso come attitudine continua alla trasformazione.In sintonia con questa filosofia, il logo dell’azienda rappresenta una foglia di vite in cui è inscritto un pentagono, simbolo dei cinque elementi principali per la produzione del vino: uomo-vite-terra-sole-acqua.

Ristabilire un perfetto habitat dove uomo e natura sono in perfetta simbiosi è, infatti, il punto di partenza e di arrivo di un nuovo umanesimo della terra, di cui Celestino Gaspari e Zýmē si fanno portatori e che ha come obiettivo quello di instaurare un rinnovato rapporto con l’ambiente dove l’uomo è il naturale custode del territorio: colui che lo protegge, ma anche colui che è capace di rinnovarlo, reinterpretandolo.

Eco sostenibilità delle pratiche colturali e leggibilità del prodotto finale attraverso la conoscenza dei processi di produzione e il rispetto dei tempi della natura sono i cardini dell’approccio di Zýmē alla produzione del vino, visto come elemento e simbolo di un vivere semplice e in sintonia con la terra, in un momento storico in cui l’uomo, frastornato dall’opulenza di un falso benessere, rischia la sua stessa sopravvivenza.

 

Tradizione e innovazione sono i due binari complementari su cui si snoda la produzione di vini Zýmē, dove al rispetto e alla cura dei vini storici della Valpolicella si affiancano l’invenzione e la sperimentazione di nuovi vini che valorizzano e rinnovano il territorio. Cultura, storia, tradizione, innovazione, un bicchiere di vino è tante, molte cose, ma nel cuore di Celestino Gaspari è soprattutto lievito per la mente e per far crescere un progetto: Zýmē.

 

 

 

 

 

Immersi nel verde, circondati dalla natura.

Nel 1994 la decisione di acquistare una proprietà sui Colli Berici immersa nel verde di prati, boschi spontanei e dorati campi di cereali, realizzando un desiderio che stava maturando da tempo. 

Da qui l'incontro con una terra ricca di bellezza e di un enorme potenziale da valorizzare. Da qui l'incontro con persone straordinarie che hanno preservato questo territorio per generazioni e che oggi collaborano con noi alla cura di suoli e vigneti. 

La famiglia de'Besi ha dedicato al vino passione ed energie imprenditoriali. Non si è sempre occupata di viticoltura, ma la terra ed il vino sono entrati prepotentemente nella vita quotidiana, indirizzando scelte e destino. 

Colli Berici, un paesaggio dell'anima.

"Un increspamento della pianura... sollevato dal vento. Discreti pendii, comodi avvalli, amichevoli nebbie..."
Così Guido Piovene dipinge i Colli Berici, un paesaggio dell'anima, personaggio tra i personaggi dei suoi racconti e romanzi.

Una terra nata dal mare, come ci ricordano i suoi fossili, oggi coperta da ordinate coltivazioni che si alternano a una natura quasi selvaggia. Un territorio di borghi rurali, capitelli e chiesette, ville rustiche e dimore patrizie. Un orizzonte di colline segnate da lunghi filari di vite o punteggiate dalla trama delle piante d'olivo.

Coltiviamo vigne, coltiviamo sogni.

PuntoZero si estende sui Colli Berici, nel tratto di collina a sud-ovest che discende lentamente verso Lonigo.
Ricopre 45 ettari di cui 10 ettari vitati. Alcuni vigneti risalgono al 1965, altri sono stati rimessi a dimora dopo l'acquisto della nostra famiglia nel 1994, consapevoli che investire nella cura del vigneto significa garantire la qualità del prodotto.

Le uve, le parole della nostra storia.

Nel 2015 abbiamo prodotto 660 quintali di uva.
Pinot bianco, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmener, Merlot, Syraz, Marzemino, Teroldego, Incrocio Manzoni, Rebo. La vendemmia, fatta tra settembre ed ottobre, viene effettuata in plateaux e in casse da 15 kg.
Le uve di Merlot e di Syraz vengono messe in appassimento per 20/30 giorni.

Un territorio fatto per il vino.

Territorio di origine vulcanica, formatosi circa sessanta milioni di anni fa da corrugamenti e sollevamenti tettonici, il territorio dei Colli Berici è caratterizzato da un'alta vocazione vitivinicola che trova le sue primissime testimonianze in era paleolitica.
La natura dei suoli si combina in una trama di caratteri, ideali per la dar vita a vini strutturati ed insieme eleganti.

 

Argille per la struttura, basalti per profumi e finezza.

La roccia calcarea, i terreni ad argille rosse ricchi di scheletro, quelli basaltici di origine vulcanica, l'altitudine che preserva da nebbie e gelate tardive, le ridotte precipitazioni: l'insieme di queste condizioni favorisce la coltivazione di un'ampia varietà di vitigni, la crescita di uve assolutamente sane e la produzione di vini di forte personalità. Come il Cabernet Franc dei Colli Berici, il primo vino a ricevere la denominazione DOC in Italia.

Perché Cristiana Collection

Cristiana è un’imprenditrice determinata al raggiungimento del suo obbiettivo principale: produrre vini di qualità nel rispetto dell'ambiente. Il suo impegno l'ha portata a sposare il 'metodo bio' nelle storiche tenute di famiglia e nei terreni recentemente acquisiti... La gamma di vini proveniente dalle sue tenute è molto ampia: dai profumati bianchi friulani, al fresco bardolino e l'austero Valpolicella. Territori diversi ma comune denominatore: qualità biologica garantita e certificata. Ecco perchè un brand che accomuni tutti i vini di Cristiana sotto un'unica filosofia: CRISTIANA COLLECTION

 SCELTA ECOLOGICA CERTIFICATA

PERCHÉ BIOLOGICO: alla fine degli anni Novanta Cristiana entra definitivamente nell’azienda di famiglia, affiancando il padre Siro. In lei cresce sempre più la consapevolezza che non si può parlare della qualità della vita senza pensare all’ambiente ed alle scelte imprenditoriali che sull’ambiente influiscono. Questo suo percorso interiore porta alla decisione di CONVERTIRE INTERAMENTE L’AZIENDA AL METODO DI COLTIVAZIONE BIOLOGICA.

GARANZIA CERTIFICATA: Per Cristiana non si tratta di seguire una moda od una tendenza di mercato in continua crescita, ma di garantire ai consumatori che il suo prodotto viene realizzato rispettando l’ambiente e favorendo la naturale biodiversità, escludendo l’utilizzo di prodotti di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi) e degli organismi geneticamente modificati. La garanzia è assicurata dalla certificazione del rispetto dei regolamenti comunitari e delle leggi nazionali in materia di agricoltura biologica. BIOS (BIOS srl – Marostica – VI – Italy), organismo di controllo esterno autorizzato dal Mipaaf, certifica il rispetto delle regole da parte dell’azienda con controlli continui in tutta la filiera.

I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL METODO BIOLOGICO

I principali obbiettivi dell’Agricoltura Biologica cosi come sono stati definiti dall’International Federation of Organic Agricolture (IFOAM) sono:

  • La trasformazione delle aziende agricole in un sistema agricolo autosufficiente attingendo alle risorse locali (agricoltura ecosostenibile), quindi ad esempio la concimazione con pratiche di sovescio o letamazione dei terreni
  • Salvaguardare la fertilità naturale dei terreni
  • Evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole
  • Produrre elementi di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente


VITICOLTURA BIOLOGICA CHE COSA SIGNIFICA : LE NOSTRE PRATICHE

Coltivare la vite con metodo biologico significa seguire i regolamenti comunitari in materia di agricoltura biologica, principalmente il reg. 2092/91. Non vengono utilizzati nella difesa prodotti di sintesi chimica, ma solo prodotti di origine organica. Per prevenire gli attacchi fungini di oidio si utilizza lo zolfo e per prevenire la peronospora si utilizza il rame. Ad ogni somministrazione, il rame si accumula facilmente nel suolo. La sua presenza nel terreno crea problemi di tossicità per le piante, 

 

Emilia Romagna

L’Azienda Agricola Venturini Baldini viene fondata nel 1976 da Carlo Venturini e Beatrice Baldini, uniti dalla passione per la terra e per il vino.

Il centro vitale dell’azienda è a Roncolo di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia.
L’azienda Venturini Baldini è attiva nella produzione di Vino, Aceto Balsamico Tradizionale D.O. P., Miele e Nocino e dedicata all’enotruismo grazie al restauro degli edifici storici e della magnifica villa patronale del 1670, dislocati sulla proprietà.

Dei 150 ettari di proprietà dell’azienda, circa un terzo sono coltivati a vigneto, secondo metodi rigorosamente biologici, dal 1994, nel pieno rispetto dell’ambiente e della natura: non vengono utilizzati concimi chimici ma fertilizzanti naturali come il letame e si combattono parassiti ed erbe infestanti ricorrendo a rimedi di origine animale o minerale.

L’obiettivo dell’Azienda Agricola infatti non è la quantità, ma piuttosto la qualità.


Alla qualità del terreno si unisce un microclima temperato, che favorisce la maturazione dolce delle uve al sole esaltandone gli aromi.

Sin dagli inizi, l’azienda agricola ha scommesso sulle potenzialità di quei vitigni che parlavano la lingua del territorio: i vitigni Montericco, Marani, Maestri, Sorbara, Salamino, Grasparossa, Malbo Gentile per la produzione dei vini Lambrusco, il Pinot e lo Chardonnay Musquet per la produzione degli spumanti.


Nella filosofia produttiva, grande importanza è riconosciuta al territorio dove le più antiche tradizioni, vivono ancora intatte e si ritrovano esaltate nei prodotti dell’Azienda.


Toscana

 

      LA BULICHELLA

 

Nel 1983 nasce l’azienda Agricola Bulichella, dal desiderio di quattro famiglie provenienti dal nord, dal centro e dal sud d’Italia, di vivere insieme, come una famiglia allargata, staccandosi dal tradizionale modello di nucleo famigliare.

Uno dei desideri principali era quello di vivere insieme condividendo tante esperienze, iniziando una produzione agricola nel rispetto della natura e dell’ambiente per il consumo interno e per la condivisione all’esterno dei prodotti. Da qui l’inizio dell’agricoltura biologica.

Altro intento era quello di educare i figli insieme ed essere socialmente utili mettendo a disposizione l’azienda e i suoi spazi per persone con problemi che avevano bisogno di recupero.

Dal 1993 al 1998 abbiamo cercato di realizzare il più possibile questi obiettivi, variando anche le persone all’interno del gruppo, realizzando in buona parte molti di questi propositi.

Nel 1999 la famiglia Miyakawa, Hideyuki e Marisa insieme ai figli, diventano proprietari dell’azienda e decidono di ripartire con nuovi progetti dall’esperienza appena vissuta.

 

L’investimento è stato proprio quello di puntare a produrre vino biologico di eccelsa qualità.

 

Nel corso degli anni sono stati impiantati vigneti e investito su una nuova cantina con tecnologie all’avanguardia.

 

Sono arrivate nel tempo anche delle grande soddisfazioni e riconoscimenti a livello internazionale.

 

 

L’Azienda continua una proficua attività anche sul territorio e con il Consorzio dei vini DOC della Val di Cornia, di cui Hideyuki è stato presidente.

 

Come presidente del consorzio, Hideyuki ha lavorato per ottenere la DOCG, obiettivo raggiunto nel 2012, per accrescere l’immagine non solo del vino ma anche di Suvereto e della Val di Cornia.

 

 

Ad oggi ci avvaliamo della collaborazione con l’enologo Luca D’Attoma 

Nel 1985 i fratelli Franco e Marco Falli, poco più che ragazzi, già inseriti nel settore dal padre Carlo Alberto, rilevano un’attività di lavorazione di zampe bovine che ampliano con la cottura di stomaci bovini, lingue, nervetti, musetti e guance. Nasce così a Scandicci, alle porte di Firenze, la Fra.ma s.n.c. 

Nel 1990 inizia la produzione di piatti pronti: trippa alla fiorentina, lampredotto e altre ricette tipiche della cucina locale, come la “ribollita” e la “pappa al pomodoro”, lo “stracotto di guancia” ed il “peposo”. Grazie all'ottima qualità dei prodotti ed alle moderne tecnologie di confezionamento, la Fra.Ma diventa rapidamente leader a livello regionale del proprio settore.

Fedeli alla propria filosofia, da sempre tesa a realizzare prodotti col massimo della qualità e della salubrità, nel 2015 nasce la linea “La bottega del Trippaio”.  

Dopo  un’accurata selezione degli ingredienti, scelti tra le migliori materie prime, senza l’aggiunta di conservanti, antiossidanti e coloranti, i prodotti de “La bottega del Trippaio”. sono confezionati in vasetti di vetro che, grazie al solo calore (processo di sterilizzazione), possono essere conservati per lunghi periodi a temperatura ambiente.

L’intera gamma delle specialità è semplicemente da scaldare, in forno a microonde o in un tegame, prima di essere portata in tavola.

Nel 2015 nasce la linea in Vasetto di vetro, sterilizzata e sottovuoto ‘’la Bottega del Trippaio’’ con sheff life di 24 mesi, con l’intento di espandere la distribuzione del prodotto oltre la regione e la nazione stessa. La confezione in vasetto puo’ essere stoccata a temperatura ambiente per 24 mesi, quindi ben si presta all’esportazione.

 

Nel 2016 i prodotti dell’azienda ricevono il certificato di approvazione dell’Associazione Cuochi Fiorentini.

 

CORTE DEI VENTI

 

L’AZIENDA:

 

 

La storia dell’ azienda risale al 1943, quando la famiglia Pieri acquistò i terreni in loc Piancornello. A fine degli anni '80 con la scomparsa del nonno materno, una parte della proprietà è passata alla figlia Pieri Silvana, che poi nel tempo, ha diviso le proprietà fra i figli, così nasce "CORTE DEI VENTI"! L'azienda Corte dei Venti sorge a sud est nel comune di Montalcino nella zona più soleggiata, quella delle terre rosse, nell' entroterra tra Sant'Angelo e Castelnuovo dell'Abate, nasce dalla passione e dal legame con la terra ed il vino, che da sempre legano la famiglia di Clara Monaci e Maurizio Machetti al territorio di Montalcino. Il nome "Corte dei Venti" deriva dalla particolare confluenza dei venti che costantemente soffiano nella zona. Questo permette un clima tipicamente mediterraneo, privo di nebbie, con piogge primaverili, garantendo ai vigneti condizioni favorevoli e salutari sia per le viti in fase vegetativa e sia per l'uva a vendemmia, così le giornate sono ottimali per la graduale e completa maturazione dei grappoli. Con questo spirito, grazie alla altissima vocazione qualitativa dei vigneti di questa zona, Corte dei Venti si propone di offrire agli amanti di Montalcino una gamma di vini sinceri, indissolubilmente legati al territorio, che ne sappiamo esprimere la potenza e la generosità e nel tempo stesso l'eleganza e la sobrietà. L'altitudine dell'azienda va dai 100 ai 300 MT sul livello del mare.

I vigneti si estendono sul versante sud est affacciandosi sui suggestivi paesaggi del Monte Amiata. sono caratterizzati da terreni collinari con ripide più o meno scoscese, ricchi di argilla calcarea ferrosa, freschi e ben dotati di sostanze minerali, influenzati dai venti provenienti dal mare che garantiscono una maturazione prolungata e ottimale delle uve. È in questa terra e in queste particolari condizioni climatiche che il Sangiovese, allevato a cordone speronato, trova una delle sue massime espressioni. L'azienda ha 5 ettari di terreni vitati di cui 2.80 ettari a Brunello, i rimanenti a Rosso Di Montalcino e Sant' Antimo. La vendemmia a Corte dei Venti avviene solo quando le uve hanno raggiunto la completa maturazione, cosa molto semplice visto le particolari condizioni. Per capire il momento ottimale dalla raccolta , oltre alle specifiche analisi della ricerca della maturità fenolica, in particolare con l'esperienza dell'enologo valutiamo l'equilibrio gustativo delle uve. La vendemmia è manuale ed avviene con rigorosa scelta dei grappoli per ogni tipologia di varietà e di vino. 

Oliveto: Nell'azienda Corte dei Venti ci sono inoltre 3 ettari di oliveto con secolari olivi di Olivastra, Correggiolo e Moraiolo. Le olive vengono raccolte da sempre a mano, ed appena raccolte vengono portate al frantoio, dove grazie al sistema di molitura a freddo, sono trasformate in un Olio extravergine di Oliva con delle caratteristiche uniche.

La Cantina di recente costruzione per buona parte interrata, è a temperatura e umidificazione controllata, ed è suddivisa in 2 zone distinte, una parte per la vinificazione con vasche d'acciaio e l'altra d'invecchiamento, con botti di legno da 25 hl per il Brunello di Montalcino e con tonneaux e barriques per il Rosso di Montalcino e il S.Antimo Rosso. E' qui, in questi luoghi che si respirano i sentori del vino, che riposa per lunghi tempi. La vinificazione avviene con rimontaggi soffici e delextage a temperatura controllata massimo a 24° c, la macerazione sulle bucce, a seconda della tipologia di vino e della varietà di uva va dai 12 a 28 giorni. Il periodo di maturazione in legno è preceduto dalla fermentazione malolattica che avviene in acciaio e dalla fase di decantazione naturale durante il periodo invernale.

Affinamento: La Camera d'invecchiamento, dove riposano i vini per il periodo dell'affinamento non solo perché previsto dal disciplinare di produzione ma anche le vecchie annate per le quali si ritiene necessario un periodo di maturazione più lungo, questa scelta risale sin dal 1990 anno in cui la cantina ha incominciato ad imbottigliare.

 

Marche

Corrado Tonelli

L’Azienda Agraria Corrado Tonelli nasce nel 1994, grazie alla cultura enologica che nella famiglia si è tramandata di padre in figlio.

Il prodotto dell’azienda più rappresentativo è il Visner, ovvero un vino fatto rifermentare ed aromatizzato con la visciola selvatica (Prunus Cerasus).

Nel linguaggio contadino, invece, tale prodotto è conosciuto con il termine di “vino di visciola”: una risorsa della tipicità marchigiana, da sempre prodotto nei comuni di Cagli, Cantiano, Pergola e Jesi, con ricette tramandate da padre in figlio.

Il Prunus Cerasus è una pianta che cresce in modo spontaneo e selvatico nei terreni collinari e montani delle Marche.

Era andata quasi scomparendo, ma ormai da alcuni anni, grazie alla riscoperta e alla commercializzazione del “vino di visciola” operata del Sig. Corrado Tonelli a partire dal 1994, è di nuovo entrata nel novero delle colture delle Alte Marche.

Si inizia la produzione del Visner nel mese di Giugno, quando i frutti del Prunus Cerasus giungono a maturazione.

A tali frutti si aggiungono vino locale e zucchero (e nient’altro), secondo ben precisi rapporti.

Dopo circa 4-5 mesi di rifermentazione e maturazione ne scaturisce un vero e proprio liquore, dalla gradazione alcolica di circa 14 gradi, colore rosso rubino intenso, netto profumo di visciola, gusto corposo ed armonico e dal retrogusto asciutto.

Tale prodotto è stato inserito, con Decreto Ministeriale del 18 luglio 2000, nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali; si tratta quindi di una vera e propria tipicità della Regione Marche.

L’azienda produce un’altra tipicità dell’alto pesarese, molto simile come tecnica di produzione, utilizzo e abbinamenti al Visner, il Prunello.

In tal caso il vino dolce viene fatto rifermentare ed aromatizzato con alcuni frutti selvatici (Prunus Spinosa) raccolti secondo modalità e rapporti nel pieno rispetto delle tradizioni delle campagne pergolesi.

Il risultato è un prodotto dall’aroma inconfondibile e piacevolissimo all’olfatto, che si abbina perfettamente anche ai dolci a base di cioccolato.

 

 

Campania

LA NOSTRA STORIA,

LA NOSTRA PASSIONE

 

Un paese, un borgo con una storia millenaria che sfida i tempi e si rinnova ogni anno. Una storia simile ad un colore dalle diverse tonalità; dalle opache e spente sino alle più accese e gaudenti sfumature che questo fiero popolo ha saputo gestire; dal sacro al profano con le sue chiese, beati protettori e le innumerevoli superstizioni e credenze popolari; dalla sofferenza e disperazione alla rinascita, con il terribile sisma del 1980 e la entusiasta ricostruzione degli anni a seguire. Ed è in questo contesto storico, ambientale, dal gusto antico che troviamo il Frantoio Moscato, sito lungo la strada provinciale, zona deliziosamente silenziosa, tranquilla ed incontaminata. Da una raccolta meccanica all’avanguardia e rispettosa della natura, le nostre olive locali vengono macinate a pietra o con frangitura a dischi nell’arco delle 12 ore dalla consegna del prezioso frutto per ottenere un olio di oliva di alta qualità. Da oltre cent’anni l’attività a conduzione familiare rispetta i principi trasmessi dai propri antenati, che da sempre si sono dedicati a produrre oli di alta qualità. La spremitura avviene a freddo, al di sotto dei 27 gradi.

 

Questa minuziosa lavorazione da i natali al famigerato “oro liquido” (cosi chiamato dal poeta Omero) che possiede una bassa acidità ed un elevata presenza di polifenoli, sostanze antiossidanti e protettive per l’uomo presenti solo nell’olio extravergine di oliva. L’olio del Frantoio Moscato col suo gusto inconfondibile ed il limpido colore, emana un profumo del sapore antico, ricco di sublimi note che ricordano i suoi antenati dediti, da diverse generazioni, alla cultura e all’amore per questo miracolo della natura.

 

Sardegna

Terroir

 

Nel lontano 1953, nella costa orientale della Sardegna, un gruppo di agricoltori dorgalesi fonda Cantina Dorgali; grazie ad una costante crescita, è da oltre mezzo secolo una tra le realtà più importanti del mondo vitivinicolo sardo.
Oggi la Cantina Dorgali affronta una nuova sfida: la realizzazione di un nuovo progetto che riqualifichi le produzioni passando per la valorizzazione della cultura, della storia e delle tradizioni del territorio.
Protagonista assoluto è il Cannonau, vitigno principe della vitivinicoltura regionale che in questa area, per le sue peculiarità pedo-climatiche riesce ad esprimere caratteri varietali finora poco conosciuti e non ancora completamente valorizzati. 
I cambiamenti migliorativi iniziano dalla vigna, attraverso una diversa cultura e coltura delle produzioni, puntando sulle basse rese per ceppo e programmando tutte le lavorazioni fino alla vendemmia.
In cantina poi, le tecnologie non sono sofisticate, ma adeguate all'esigenza di esaltare le caratteristiche varietali del cannonau e degli altri vitigni autoctoni presenti nel territorio.
Grazie a questa nuova filosofia il territorio si riappropria della sua vera identità, ritenuta la base per la crescita e la valorizzazione di tutti i vini prodotti.

Unione

 

L'unione è la nostra forza

Dagli iniziali pochi soci, attualmente la Cantina di Dorgali è costituita da circa 220 uomini e donne provenienti anche da zone circostanti.
Tutti insieme, ancora come una volta, coltivano circa 650 ettari di vigneto. Grazie al loro straordinario e faticoso lavoro la Cantina di Dorgali produce mediamente tra i 18 e i 20.000 ettolitri di vino.

 

Tenacia

 

Oltre 60 anni insieme

La nostra cantina supera orgogliosamente il pregiudizio verso i sardi nato dalle parole attribuite a Carlo V "pocos, locos y mal unidos"rispondendo a tale concetto con oltre 60 anni di tenacia, crescita e innovazione.
Questo ci ha portato ad ottenere riconoscimenti importanti come "la medaglia di Cangrande" nel 2016 consegnataci dal Presidente della Repubblica in occasione del Vinitaly e numerosi premi conferiti ai nostri vini in occasione delle rassegne più importanti nazionali ed internazionali.


Sapere

L'espressione moderna di una tradizione millenaria

Durante il mese delle vendemmie, in tanti sono rimasti piacevolmente stupiti dalla metodologie di raccolta delle uve, eseguita ancora al giorno d'oggi rigorosamente a mano.
650 ettari di vigneti coltivati e 
circa 27.000 ql. di uve prodotte nel rispetto e nella cura di ogni singola pianta. Questo è quello che ci hanno trasmesso i nostri avi, questo è quello che sappiamo fare da sempre.

 

Natura

Tra mare e montagna

 

La nostra tradizione, il nostro territorio, la nostra storia ci mette al centro di quella che oggi si può finalmente chiamare zona Classica del Cannonau 
Grandi vallate, altopiani e pendii terrazzati situati tra il Supramonte e il Golfo di Orosei. Viviamo in una delle zone più apprezzate della Sardegna dal punto di vista naturalistico e archeologico. In pochi chilometri si concentrano inoltre differenti peculiarità geologiche e climatiche grazie alle quali 
produciamo vini unici e di qualità.

La Storia

All'inizio degli anni '50 Silvio Carta fonda l’omonima azienda, attualmente una delle più prestigiose attive in Sardegna, e  inizio alla propria attività con la vinificazione e l’affinamento della Vernaccia, vino dinobile tradizione che costituisce un’autentica gloria dell’enologia sarda, conquistando in pochi anni unaposizione leader in Sardegna. Col tempo, al fondatore si affianca il figlio Elio ed a metà degli anni ’80 viene inaugurata la produzione di distillati e liquori tradizionali di grande qualità. Negli anni successivi, tradizione ed innovazione viaggiano di pari passo, all'insegna della qualità e della naturalità, ma con un occhio attento al mercato. Un percorso che culmina ai giorni nostri con l'inaugurazione di un nuovo stabilimento modernissimo, la creazione di un packaging davvero esclusivo, il lancio di due distinte lineedi prodotto, studiate su misura per le differenti esigenze dei canali HO.RE.CA GDO, ed il lancio di una nuova linea di oli essenziali, ricavati da piante officinali tipiche della Sardegna, utili per favorire molteplici funzioni dell'organismo.

La Distilleria Silvio Carta s.r.l. nasce in un’area particolarmente vocata alla coltivazione di pregiati vitigni, 

caratterizzata da un clima ideale e da una natura dai tratti eccezionali. La sua filosofia aziendale si condensa nella semplice espressione “Armonia della natura”, storico titolo di molte campagne pubblicitarie dell'azienda, che si riassume in alcuni punti fondamentali: rispetto delle antiche ricette tradizionali, per conservare negli attuali prodotti il gusto e gli aromi di una volta, e massimo impegno ed attenzione perché le attuali produzioni conservino di quelle del passato anche la stessa salubrità e lo stesso impatto ambientale. Non a caso la Silvio Carta s.r.l. è la prima azienda ad aver realizzato il Mirtoda agricoltura biologica. Inoltre, presso il nuovo stabilimento di Zeddiani è presente un 

 

impiantofotovoltaico in grado di alimentare la produzione con il massimo del risparmio energetico ed emissioni zzero di anidride carbonica nell’atmosfera. L'ampia gamma di prodotti, frutto di un alto grado dispecializzazione nel campo dei distillati e liquori di gran qualità, ha tra i suoi punti di forza i tradizionalisardi "Filu’e Ferru", Mirto ed Elicriso, ma ne comprende anche altri, di concezione più estesa, come il Limoncino e le Creme.