La Storia

All'inizio degli anni '50 Silvio Carta fonda l’omonima azienda, attualmente una delle più prestigiose attive in Sardegna, e  inizio alla propria attività con la vinificazione e l’affinamento della Vernaccia, vino dinobile tradizione che costituisce un’autentica gloria dell’enologia sarda, conquistando in pochi anni unaposizione leader in Sardegna. Col tempo, al fondatore si affianca il figlio Elio ed a metà degli anni ’80 viene inaugurata la produzione di distillati e liquori tradizionali di grande qualità. Negli anni successivi, tradizione ed innovazione viaggiano di pari passo, all'insegna della qualità e della naturalità, ma con un occhio attento al mercato. Un percorso che culmina ai giorni nostri con l'inaugurazione di un nuovo stabilimento modernissimo, la creazione di un packaging davvero esclusivo, il lancio di due distinte lineedi prodotto, studiate su misura per le differenti esigenze dei canali HO.RE.CA GDO, ed il lancio di una nuova linea di oli essenziali, ricavati da piante officinali tipiche della Sardegna, utili per favorire molteplici funzioni dell'organismo.

La Distilleria Silvio Carta s.r.l. nasce in un’area particolarmente vocata alla coltivazione di pregiati vitigni, 

caratterizzata da un clima ideale e da una natura dai tratti eccezionali. La sua filosofia aziendale si condensa nella semplice espressione “Armonia della natura”, storico titolo di molte campagne pubblicitarie dell'azienda, che si riassume in alcuni punti fondamentali: rispetto delle antiche ricette tradizionali, per conservare negli attuali prodotti il gusto e gli aromi di una volta, e massimo impegno ed attenzione perché le attuali produzioni conservino di quelle del passato anche la stessa salubrità e lo stesso impatto ambientale. Non a caso la Silvio Carta s.r.l. è la prima azienda ad aver realizzato il Mirtoda agricoltura biologica. Inoltre, presso il nuovo stabilimento di Zeddiani è presente un 

 

impiantofotovoltaico in grado di alimentare la produzione con il massimo del risparmio energetico ed emissioni zzero di anidride carbonica nell’atmosfera. L'ampia gamma di prodotti, frutto di un alto grado dispecializzazione nel campo dei distillati e liquori di gran qualità, ha tra i suoi punti di forza i tradizionalisardi "Filu’e Ferru", Mirto ed Elicriso, ma ne comprende anche altri, di concezione più estesa, come il Limoncino e le Creme.

 

LINEA TOP 

 

 

 

 

 

 

Mirto Pilloni

 

 

Dati tecnici Tipologia: liquore di Mirto di Sardegna. Formato: cl.70. Gradazione: 30% Vol. Aspetto: testa di moro intenso con riflessi violacei e luminosi. Profumo: al naso esprime molteplici profumi, oltre al mirto intenso si sentono altri aromi di macchia mediterranea, erbe aromatiche, alloro, salvia e prugne in confettura. Sapore: all'assaggio tutti questi odori si mescolano in un abbraccio di mirto molto elegante e avvolgente che padroneggia la bocca, soggiogata dalle note vegetali, in un braccio di ferro dolce-amaro molto raffinato, che conduce verso un finale giustamente secco e ricco di ritorni mediterranei. Curiosità La nonna paterna di Elio, come tutte le persone anziane, amava ricordare le storie dei suoi tempi passati, nonché della famiglia e del paese, Baratili San Pietro, dove era nata e cresciuta. Elio era molto piccolo ma rimaneva estasiato ad ascoltare come si svolgeva la vita in quei tempi e veniva talmente coinvolto da non riuscire più a distinguere la realtà dalla fantasia. L’inverno del 1939 fu terribile sia per il freddo che per la scarsità del cibo. Peggio degli abitanti di Bartali San Pietro, se la passavano quelli dei paesi pede collinari distanti circa 10 km. Verso la fine del mese di dicembre erano talmente alla fame che iniziarono a raccogliere le bacche del mirto, prima per mangiarle e poi per proporle come scambio in natura. Un giorno la nonna, per conservarle più a lungo provò a meterle in acqua e ne ottenne un decotto che però i figli non apprezzarono e a dire il vero neanche lei. Siccome il marito distillava della vernaccia, prese un misurino pieno di bacche di mirto e lo colmò con il distillato. Il primo effetto fu una lite furibonda con il marito che si era visto privare del distillato, salvo poi vantarsi di aver prodotto il primo liquore a base di mirto. Nel ricordo di questo spaccato storico Elio ha voluto produrre un mirto di altissima qualità, il mirto Pilloni che viene prodotto con lo stesso identico procedimento di allora. Si prendono le bacche di mirto e si mettono dentro un infusore e poi si coprono, a pelo, con alcool, senza tenere conto dei costi ma semplicemente ripercorrendo una ricetta nata da uno spaccato di storia vissuta.

 

 

 

 

 

Mirto Silvio Carta - Ricetta Storica

 

 

 

Dati tecnici Tipologia: liquore di Mirto di Sardegna. Formato: 70 cl. Gradazione: 30% Vol. Aspetto: color testa di moro intenso con riflessi violacei e luminosi. Profumo: al naso esprime molteplici profumi, oltre al mirto intenso si sentono altri aromi di macchia mediterranea, erbe aromatiche, alloro, salvia e prugne in confettura. Sapore: all'assaggio tutti questi odori si mescolano in un abbraccio di mirto molto elegante e avvolgente che padroneggia la bocca, soggiogata dalle note vegetali, in un braccio di ferro dolce-amaro molto raffinato, che conduce verso un finale giustamente secco e ricco di ritorni mediterranei. Curiosità Come per tutte le tradizioni popolari, le origini di questo prodotto sono antichissime. Il liquore ottenuto dalle sole bacche, o dalle bacche e le foglie, fa parte della tradizione popolare di Sardegna, in particolare la qualità rossa. Diverse fonti fanno risalire le origini di questo liquore alla tradizione popolare dell'Ottocento. Nelle famiglie si produceva il mirto dalla macerazione idroalcolica delle bacche mature. Per la macerazione si utilizzava una miscela di acquavite e acqua. Al termine del periodo di macerazione all'estratto si aggiungeva zucchero o miele per dolcificarlo. Il prodotto era destinato all'autoconsumo. In tempi recenti e con il decreto-legge n. 173 del 1998, il Mirto di Sardegna è stato inserito nell'elenco ufficiale dei Prodotti Tradizionali. L'azienda Silvio Carta ha deciso di produrre un Mirto senza tener conto dei costi di produzione ma della sola qualità. La ricetta storica è semplice: ingredienti buoni e nella giusta quantità, molta pazienza e tanta passione e il gioco è fatto, "Mirto Silvio Carta - Ricetta storica" un prodotto unico e travolgente che non provarlo sarebbe un peccato. Il modo migliore per apprezzarlo è consumarlo ghiacciato, versato da bottiglie tenute in congelatore.

 

 

 

 

Vermouth

 

 

Dati tecnici Tipologia: vino liquoroso. Formato: 75 cl. Gradazione: 18% Vol. Colore: ebano intenso. Odore: al naso esprime molteplici aromi di macchia mediterranea,rosmarino, alloro, aghi di pino, resine e pinoli, su uno sfondo di lievi sbuffi marini. Sapore: intenso, morbido e rotondo, in perfetto equilibrio con la nota alcolica e ricco di ritorni, tra erbe e frutta matura, verso un finale deciso e pulito che porta dietro di sé una lunga scia minerale. Curiosità Nel pieno della seconda guerra mondiale,gli uomini abili sono tutti al fronte e nelle campagne lavorano, per far sopravvivere le famiglie, sia i ragazzi che i pensionati. La produzione era abbastanza limitata, vistola forza lavoro disponibile, ma nonostante ciò il governo impose la requisizione delle derrate alimentari. L’effetto immediato fu la nascita del mercato nero. Di conseguenza fu necessario nascondere la reale produzione dei vari beni. Per quanto riguarda il vino, che era scambiato in contenitori di legno da cinquanta litri, veniva nascosto in campagna in mezzo agli arbusti; in Sardegna prevalentemente di elicriso. L’operazione funzionò bene nel periodo freddo mentre d’estate il vino acquisì oltre al profumo dell’elicriso una concentrazione alcolica elevata e una nota amara prepotente. Questo diventò un serio problema poiché nessuno voleva quel prodotto così amaro. Nonostante l’impegno, all’epoca non si capì cos’era successo pertanto ci si limitò a scambiare il vino di contrabbando solo nei mesi freschi. Solo dopo si capì che il fenomeno era causato dalla conservazione del vino in botti di castagno il cui legno è molto largo, cosi che durante il periodo estivo, per effetto della traspirazione l'acqua evaporava, il tasso alcolico incrementava e il vino acquisiva il profumo intenso delle piante di elicriso in cui era nascosto. Dopo la guerra e con la ripresa economica in Sardegna, come nel resta dell'Italia, arrivò la moda del Vermouth. Silvio Carta nell’assaggiarlo si ricordò di quanto era successo con il vino di contrabbando. Capi che la differenza consisteva semplicemente nell’aggiunta dello zucchero. Da qui nacque l'idea di produrre il Vermouth dalla vernaccia sulla base dell'antica ricetta,creando, nel suo genere, un prodotto unico al mondo.

 

 

 

 

Giniu

 

 

 

Dati tecnici Tipologia: Gin. Formato: cl.70. Gradazione: 40% Vol. Aspetto: trasparente, limpido. Odore: caratteristico del Gin, con sensazionali richiami alle erbe spontanee della terra sarda. Sapore: è la massima espressione del Gin, per sapidità, gusto, delicatezza e morbidezza. In esso si identifica l'essenza della Sardegna. Curiosità Subito dopo al guerra , dal 1946 in poi si sviluppò, in Sardegna un’intensa attività distillatoria. Erano tutte distillazioni di contrabbando e pertanto venivano svolte all’aperto nei cortili e generalmente nelle notti invernali. All’epoca le forze dell’ordine potevano entrare nelle case senza bisogno di alcun mandato, era sufficiente che sentissero l’odore del distillato e potevano, se non si apriva, sfondare la porta di casa e procedere al sequestro di tutta l’attrezzatura e arrestare il distillatore abusivo. Nonostante il rischio e la paura di essere scoperti si distillava tutto quello che il territorio offriva. Dal vinello al vino, dalle vinacce agli agrumi. Nella zona si distillavano soprattutto i prodotti più rappresentativi in termini di quantità e di qualità: uva vernaccia, vino vernaccia e galbuli di ginepro. Il distillato ottenuto era destinato sia al commercio sia all'autoconsumo. Nella vendita del prodotto si cercarono subito dei nomi che identificassero il prodotto ma che non fossero riconducibili, dagli organi di vigilanza, al prodotto ottenuto dalla distillazione clandestina.Il distillato di vinaccia fu denominato filu ‘e ferru, il distillato del vino abbardenti, il distillato di ginepro GINIU, dal nome della pianta di ginepro che in sardo si chiama giniperu. La “commercializzazione “ del GINIU è durata sino ai primi degli anni sessanta, poi fu abbandonata in quanto era molto più semplice e pratico distillare il vino o le vinacce,oltre al fatto che erano più ricercati.Nel 2013 Elio ha ritenuto corretto denominare il distillato dei galbuli delle piante del ginepro, prodotto di altissima qualità considerato uno dei migliori 10 Gin italiani, GINIU in onore della antica tradizione.

 

 

 

 

 

 

Pigskin Gin

 

 

 

Dati tecnici Tipologia: London Dry. Formato: 70 cl. Gradazione: 40% Vol. Aspetto: giallo paglierino con lievi sfumature oro rosa. Profumo: ha un profumo coinvolgente di macchia mediterranea e mazzetto di erbe aromatiche, insieme a note speziate di noce moscata e toni più dolci di burro e vaniglia. Sapore: all’assaggio è morbido, rotondo e caldo, molto avvolgente e strutturato, in grado di coinvolgere tutto il palato e soggiogare nella lunghissima persistenza di note tostate. Curiosità Dopo il grande successo del GINIU, il Gin 100% sardo, Elio Carta ci riprova e si getta a capofitto nella realizzazione di un prodotto nuovo, fatto con lo stesso principio ma con un diverso procedimento. Stesse botaniche a chilometro zero, in quantità superiori: ginepro, mirto, timo, finocchietto, salvia e scorza di limone e un successivo passaggio in botti di castagno sardo centenario in cui, in precedenza, è stata fatta invecchiare la Vernaccia. Questo costituisce un passaggio fondamentale per rendere PIGSKIN un Gin incredibilmente morbido e dalle caratteristiche uniche al mondo. Il nome deriva da un incontro ravvicinato e curioso con dei cinghiali, durante la raccolta delle botaniche, destinate alla produzione, poiché i cinghiali anziché fuggire alla presenza dell'uomo sono rimasti nelle vicinanze a curiosare. Ideale e sorprendente per un Gin & Tonic all’italiana.

 

 

 

 

 

 

Liquirizia

 

 

 

Dati tecnici Tipologia: liquore di liquirizia. Formato: 70 cl. Gradazione: 23% Vol. Aspetto: colore nero. Odore: speziato con sentori molto intensi di liquirizia. Sapore: sapore deciso. Curiosità Quando si parla di Km zero, si pensa di solito a consumare i prodotti nel luogo di produzione, per Elio Carta il Km zero non è solo questo ma è anche produrre a Km Zero. Poi il prodotto trasformato può e deve essere consumato anche oltre i confini territoriali perché è un peccato privare gli estimatori della possibilità di gustare questo prelibato liquore. La "Liquirizia Silvio Carta" è ottenuta dalla pianta coltivata nei terreni di proprietà dell'azienda che circondano la stessa. Essa è intrinseca di quei profumi che solo quest'isola gli può donare che rende la "Liquirizia Silvio Carta" un liquore unico, inimitabile e seducente. E' ottenuta dall'infusione nell'alcool delle radici della liquirizia, attentamente selezionate. Com'è risaputo, la liquirizia ha delle proprietà rinfrescanti, dissetanti e digestive, si può bere in ogni momento della giornata o dopo i pasti. Si consiglia di servire ghiacciata.

 

 

 

 

 

 

FILU’ e FERRU

 

 

Tipologia : Distillato

Formato 70 cl

Gradazione: 42% Vol

Aspetto : Trasparente Limpido

Profumo : Caratteristico della grappa, con sensazionali richiami alla Vernaccia

 

Sapore: è unico per sapidità, gusto, delicatezza e morbidezza.  In esso si identifica il senso della Vernaccia.

 

 

 

 

 

 

 

Limonello

 

 

 

 Dati tecnici Tipologia: liquore di limone. Formato: 70 cl. Gradazione: 28% Vol. Aspetto: colore giallo con riflessi verdi. Odore: intenso che ricorda la materia prima. Sapore: tipico del limone mediterraneo. Curiosità La produzione del liquore di limone è iniziata esattamente trent'anni fa, il suo successo ha contribuito a far divenire la Silvio Carta azienda leader in Sardegna nel settore dei liquori. Per festeggiare il trentesimo anno di produzione, Elio Carta ha voluto realizzare un liquore di limone, che ha chiamato "Limonello" per differenziarlo dall'altro denominato "Limoncino", con l'utilizzo di limoni di produzione propria. Ottimo come aperitivo o come digestivo va gustato ghiacciato e si consiglia di conservarlo in freezer. Il “Limonello” è piacevole da gustare anche a temperatura ambiente, miscelato con acqua tonica o champagne. Frequente il suo utilizzo anche su gelati e macedonie.

 

 

 

 

 

Vernaccia di Oristano Doc Riserva

 

 

 Dati tecnici Tipologia: vino da dessert. Formato: 75 cl. Gradazione: 18% Vol. Aspetto: oro antico. Profumo: al naso rivela intriganti sensazioni di miele di castagno e amaretto, burro, caffè e cotognata, macchia marina e note smaltate. Sapore: articolato al gusto, moderatamente dolce e fresco, quasi liquoroso, chiude con persistenza di mandorla amara. Curiosità Quando si parla di vernaccia di Oristano non si può non parlare di Silvio Carta. Ancorata alla tradizione della Vernaccia di Oristano, la Silvio Carta può definirsi, a tutti gli effetti, una delle più prestigiose aziende vinicole della Sardegna. Dai primi anni Cinquanta ad oggi, la scelta di questa cantina è stata incentrata, principalmente, alla valorizzazione di questo vino, il più antico di questa area della Sardegna, dalle presunte virtù curative e dall’origine incerta. Il vitigno s’ipotizza possa essere una varietà che si è formata nell’Isola, quindi autoctono. Diversi reperti archeologici, scoperti nell’antica città di Tharros, vicino a Oristano, dimostrano che la Vernaccia era già oggetto di coltivazione in zona. La Sardegna ha le condizioni territoriali e climatiche per la diffusione della Vitis vinifera che sicuramente cresceva spontanea fin dai tempi più remoti. La storia della Vernaccia è simile a quella della vite e della viticoltura e se ne presume la sua presenza fin dal primo svilupparsi delle comunità umane nella nostra isola. Il suo nome non si sa bene se derivi da Vernum: primavera e quindi rinascita, oppure molto più probabilmente da Vernacula che significa "locale". Un vino complesso, quasi, alchemico, che emoziona e affascina chi lo assaggia; il rappresentante perfetto dell’espressione di quest’angolo di terra. Ottimo come vino da dessert, da azzardare con le ostriche ma perfetto con dei crostini con bottarga.